Si può davvero organizzare un viaggio in Namibia fai da te?
È stata la domanda che mi sono posta più spesso mentre mi apprestavo ad organizzare il viaggio. La stessa cosa ci è stata chiesta da molte persone al nostro rientro.
La Namibia è in Africa, le distanze sono enormi, gran parte delle strade che si percorrono durante un classico itinerario sono sterrate e per lunghi tratti si viaggia praticamente nel nulla. Tutti elementi che, guardandoli da casa, possono far pensare che sia una destinazione da affrontare necessariamente attraverso un viaggio organizzato.
Tuttavia non è così, sicuramente amare la guida e i viaggi on the road, però, è un pre requisito essenziale.
Noi abbiamo trascorso 15 giorni in Namibia con i nostri due bambini, organizzando autonomamente voli, noleggio auto, hotel ed escursioni e percorrendo più di 3.000 chilometri a bordo di una Toyota Hilux 4×4.
Tabella dei Contenuti
Non solo si può fare: a viaggio concluso possiamo dire che la Namibia è probabilmente una delle destinazioni africane che meglio si prestano a un viaggio on the road in autonomia, perchè sicura, igienicamente encomiabile…
Certo il viaggio va pianificato per tempo e con attenzione, eventuali vaccini compresi.
Consultate il vostro medico, che conosce la vostra personale situazione sanitaria, per sapere se e quali vaccini sono consigliabili e l’opportunità o meno di fare la profilassi antimalarica, che dipende anche da quale sarà la stagione del vostro viaggio.
La Namibia non è un viaggio “low cost”, l’unico modo per risparmiare sugli alloggi, in media costosi, è quello di pernottare in campeggio, magari con la tenda sul tetto dell’auto.
Noi abbiamo preferito un pò di comodità e tranquillità in più, quindi prenotato lodge e hotel, scelto un 4×4 ben equipaggiato, un’assicurazione completa e alcune escursioni guidate.
Nonostante questo, organizzando direttamente il viaggio siamo riusciti a spendere sensibilmente meno rispetto al preventivo che avevamo ricevuto da un’agenzia.
In questo articolo vi raccontiamo quindi l’itinerario realmente percorso, quanto abbiamo speso e quali scelte rifaremmo, con particolare attenzione a chi vuole organizzare la Namibia fai da te con bambini.
Ecco come organizzare un viaggio in Namibia da soli
Organizzare il viaggio in autonomia non significa, però, partire all’avventura senza pianificazione. Questo vale, a maggior ragione, se avete bambini al seguito.
La Namibia non è una destinazione da prenotare all’ultimo momento, soprattutto se volete costruire un itinerario preciso, viaggiate in famiglia e desiderate dormire in alcune delle zone più richieste.
Prenotate prima di tutto il volo
Il nostro consiglio è di iniziare a controllare i voli circa 12 mesi prima della partenza.
Noi li abbiamo acquistati con circa 11 mesi di anticipo e abbiamo speso complessivamente intorno ai 4.000 euro per quattro persone, quindi circa 1.000 euro a testa.
Considerando la presenza di un solo scalo e il fatto che agosto è altissima stagione, siamo rimasti soddisfatti della tariffa spuntata.
Il nostro itinerario partiva da Milano Malpensa via Zurigo, mentre al ritorno da Windhoek abbiamo fatto scalo a Monaco di Baviera prima di raggiungere Milano.
Il nostro consiglio per il volo
Iniziate a monitorare i voli circa un anno prima. Non dovete necessariamente acquistarli il primo giorno, ma cercate di capire qual è il livello delle tariffe per cogliere una buona combinazione tra prezzo, durata del viaggio e numero di scali. Per noi questo aspetto era particolarmente importante con due bambini: abbiamo preferito evitare itinerari aerei troppo complicati pur mantenendo il costo intorno ai 1.000 euro a persona.
Dopo il volo, prenotate subito Sossusvlei ed Etosha
Una volta definite le date dei voli, ci sono un paio di mete, da includere in ogni itinerario in Namibia che si rispetti, dove occorre scegliere subito l’alloggio.
Le due zone più delicate del vostro itinerario sono Sossusvlei ed Etosha, il deserto rosso, simbolo iconografico della Namibia con Deadvlei ed il parco naturale dove avvisterete la maggior parte degli animali di tutto il viaggio.
Qui dovrete scegliere e prenotare i vostri alloggi subito dopo aver prenotato i voli e costruito il vostro itinerario.
Il motivo è semplice: in queste due attrazioni l’offerta ricettiva è molto limitata, la domanda è molto elevata e le sistemazioni con le posizioni migliori ad es. dentro ai parchi, oppure con un prezzo abbordabile, tendono a riempirsi con incredibile anticipo.
Ovviamente questo richiede di aver già creato il vostro itinerario tappa per tappa perchè dovrete avere le date esatte per prenotare e gli alloggi di queste zone non offrono quasi mai opzioni flessibili di cancellazione.
Sossusvlei: pochi alloggi nelle posizioni migliori
Nella zona di Sossusvlei la differenza tra dormire vicino all’ingresso del parco e soggiornare molto più lontano può incidere parecchio sull’organizzazione della giornata.
Le distanze in Namibia non vanno sottovalutate e, se l’obiettivo è raggiungere le dune nelle prime ore della mattina, la posizione dell’alloggio diventa particolarmente importante.
Noi abbiamo optato al Tsauchab River Camp, che è un validissimo resort ma a quasi due ore di distanza dall’ingresso delle dune. Avevamo sottovalutato quanto potessero essere richiesti gli alloggi intorno al parco e quando abbiamo guardato non c’era più posto da nessuna parte per 4 persone, se non forse in un resort da mille (euro) e una notte!
Per questo, se Sossusvlei è una delle tappe fondamentali del vostro itinerario, prenotate un alloggio in zona subito dopo aver acquistato i voli.
Etosha: altrettanto importante prenotare per tempo
Lo stesso ragionamento vale per Etosha. Forse ancora di più, perchè secondo me è il posto n. 1 da non perdere in Nambia e perchè i resort dentro il Parco sono solo una manciata e sono tutti statali. C’è un unico sito dove prenotare ed il sistema è molto rigido. Il rapporto qualità prezzo non è buono, perchè i prezzi sono più alti che nel resto della Namibia e la qualità più scarsa (la manutenzione statale lascia a desiderare e alcune strutture come Halali sono un pò vecchie…) però molti resort hanno delle pozze interne dove gli avvistamenti di animali all’alba o di notte sono garantiti! Secondo noi è imperdibile passare almeno un paio di notti all’interno del parco!
Dunque, se volete vivere l’esperienza di dormire dentro Etosha, le possibilità sono limitate.
Noi abbiamo scelto Halali Resort per due notti, proprio perché volevamo sperimentare il parco anche oltre le normali ore di accesso e osservare gli animali dalla sua pozza illuminata. Il livello dell’hotel è appena discreto, ma il prezzo è comunque inferiore ad altri alloggi dentro al parco.
Ci siamo poi concessi una notte al Toshari Lodge, appena all’esterno del parco, per vivere un pò di comfort, lusso e relax. Combinare le due esperienze è, secondo me, la scelta migliore.
Altre cosa a cui pensare per tempo: vaccini, visti e patente internazionale
Dopo i pernottamenti nelle aree più richieste, potete iniziare a pianificare le vaccinazioni: non ce ne sono di obbligatorie, ma diverse sono consigliabili.
Noi, con i bambini, abbiamo rinnovato i richiami per antipolio e tetano, fatto ex novo il vaccino contro Epatite A, rabbia, antitifo e anticolera. Col senno di poi non so se avrei fatto gli ultimi due, forse persino eccessivi, comunque noi amiamo viaggiare per cui speriamo di sfruttarli nei prossimi viaggi in altre mete.
Consultare il proprio medico curante/pediatra con 9 mesi di anticipo è la scelta migliore.
Poi bisogna procedere con visto e patente internazionale, quest’ultima non richiesta dalle agenzie di noleggio, ma potenzialmente sì dalla Polizia se vi ferma sulle strade della Namibia.
Il mio consiglio è, quindi, di farla per stare tranquilli e non avere problemi, vanno bene sia quella in base al modello della Convenzione di Vienna che quella della Convenzione di Ginevra. Si può richiedere, con le opportune tempistiche, sia presso gli uffici della Motorizzazione Civile che tramite agenzie delegate (come ad esempio l’ACI).
Infine il visto può essere fatto online sul sito del Governo namibiano e potete scegliere la formula “Visa on arrival”. Si pagano circa 85€ a persona e 43€ per i bambini sotto i 10 anni.
Vi consiglio di farlo tra i 6 e i 3 mesi prima della partenza perchè il rilascio è immediato. Se viaggiate con bambini ricordatevi di procurarvi per la partenza anche l’estratto di nascita plurilingue integrale, richiedibile all’ufficio Anagrafe del Comune in cui è stata registrata la nascita di vostro figlio.
Come pianificare il vostro itinerario in Namibia
La Namibia è enorme e alcuni tratti del viaggio attraversano aree molto poco abitate. Per questo è importante conoscere prima le distanze, prenotare per tempo gli alloggi nelle zone dove l’offerta è limitata e non sottovalutare tempi di percorrenza, carburante e condizioni delle strade.
Secondo il Namibia Tourism Board il self-drive è proprio uno dei modi più comuni per visitare il Paese. L’ente segnala inoltre che circa l’80% della rete stradale è sterrata e raccomanda sulle gravel roads velocità non superiori agli 80 km/h (che sono già fin troppi, fidatevi).
Questo è uno dei motivi per cui consigliamo di non costruire le giornate fidandosi ciecamente dei tempi indicati da Google Maps.
Noi ce ne siamo accorti già dirigendoci verso il Fish River Lodge: gli ultimi 85 km sulla D463 erano sterrati e la stessa struttura suggeriva di calcolare almeno due ore solo per quel tratto.
Tenete presente, inoltre, che in Namibia si guida a sinistra.
In Namibia non pianificate una tappa guardando solo il chilometraggio.
Duecento chilometri di asfalto e duecento chilometri di sterrato possono essere due viaggi completamente diversi.
Il nostro itinerario in Namibia di 2 settimane
Noi eravamo 2 adulti e 2 bambini, per 15 giorni, con una Toyota Hilux noleggiata a Windhoek.
L’idea era attraversare il Paese senza correre troppo ma riuscendo a inserire alcune delle zone che consideravamo irrinunciabili: il sud e il Fish River Canyon, il deserto del Namib, la costa, Spitzkoppe, il Damaraland e naturalmente Etosha.
| Giorno | Itinerario e pernottamento |
|---|---|
| GIORNO 1 | 📍 Arrivo a Windhoek 🏨 Belvedere Boutique Hotel |
| GIORNO 2 | 📍 Windhoek → Mariental 🏨 Flying Ostrich Guesthouse |
| GIORNO 3 | 📍 Mariental → Fish River Canyon 🏨 Fish River Lodge |
| GIORNO 4 | 📍 Fish River Canyon 🏨 Fish River Lodge |
| GIORNO 5 | 📍 Fish River Canyon → Duwisib 🏨 Duwisib Guest Farm |
| GIORNO 6 | 📍 Duwisib → deserto del Namib 🏨 Tsauchab River Camp |
| GIORNO 7 | 📍 Sossusvlei e Deadvlei 🏨 Tsauchab River Camp |
| GIORNO 8 | 📍 Namib → Walvis Bay 🏨 Walvis Bay Wind Beggars |
| GIORNO 9 | 📍 Sandwich Harbour → Spitzkoppe 🏨 Spitzkoppe Cabin Camp |
| GIORNO 10 | 📍 Spitzkoppe → Twyfelfontein 🏨 Mowani Campsite – Camp Isa |
| GIORNI 11–12 | 📍 Etosha National Park 🏨 Halali Resort |
| GIORNO 13 | 📍 Etosha → Toshari 🏨 Toshari Lodge |
| GIORNO 14 | 📍 Toshari → N/a'an ku sê 🏨 N/a'an ku sê Lodge |
| GIORNO 15 | 📍 N/a'an ku sê → Windhoek ✈️ Volo di rientro |
Ci sono state alcune tappe lunghe con distanze importanti: per esempio il trasferimento Mariental–Fish River Lodge è stato di circa 410 km, quello da Mowani a Halali di circa 408 km, mentre Spitzkoppe–Twyfelfontein è stata una tappa più gestibile di circa 226 km.
Namibia con bambini: è un viaggio adatto alle famiglie?
Questa è stata, naturalmente, una delle nostre principali valutazioni. Abbiamo scelto la Namibia con bambini, anche perchè è uno degli stati più sicuri e politicamente stabili dell’Africa subsahariana.
I bambini non erano piccoli come nei nostri primi viaggi in famiglia, ma volevamo comunque evitare che il viaggio si trasformasse in una successione di giornate massacranti in auto.
Per questo abbiamo scelto di alternare tappe di trasferimento a giornate quasi ferme, come quella al Fish River Canyon, la giornata dedicata a Sossusvlei e soprattutto le due notti all’interno del parco nazionale Etosha.
Il nostro consiglio è proprio questo: se viaggiate con bambini, non cercate di non macinare per forza ogni giorno centinaia di km, ma di “recuperare” con giornate di sosta nella stessa destinazione del giorno prima destinate all’avventura e allo svago.
La Namibia si presta molto di più a un ritmo in cui la strada stessa fa parte del viaggio.
Inoltre, abbiamo preferito non utilizzare la classica tenda sul tetto del 4×4.
È sicuramente uno dei modi più affascinanti e convenienti per visitare il Paese. Noi, però, viaggiando in quattro e sapendo di avere davanti molte ore di guida, abbiamo scelto di spendere qualcosa in più per dormire in lodge, guesthouse e hotel.
Volevamo che alla sera ci fosse anche la possibilità di riposare davvero.
È stata una scelta che rifaremmo.
Itinerario Namibia 15 giorni: le nostre tappe giorno per giorno
Windhoek e la discesa verso sud
Siamo atterrati all’aeroporto internazionale di Windhoek la sera e abbiamo preferito trascorrere la prima notte in città, senza guidare perchè troppo stanchi. Abbiamo optato per un transfer direttamente in hotel.
Il giorno dopo siamo partiti direttamente verso l’interno della Namibia, scegliendo di non visitare la capitale perchè si tratta praticamente dell’unico luogo non del tutto sicuro del Paese.
Il sito del Ministero, Viaggiare Sicuri, suggerisce di evitare certe zone e di non camminare di notte da soli da nessuna parte. Noi, avendo anche i bimbi, abbiamo preferito evitare di girarla per non metterci in situazioni anche solo potenzialmente pericolose. Peraltro, non sono molte le attrazioni cittadine, eccezion fatta per qualche Museo. Non si viene certo in Namibia per fare city sightseeing, ma per la sua natura incontaminata.
Il mattino successivo abbiamo ritirato la nostra Toyota Hilux e iniziato finalmente il viaggio verso Sud.
Per la prima tappa ci siamo fermati nei dintorni di Mariental, dopo 270 km circa: una giornata volutamente semplice, perfetta anche per prendere confidenza con la guida a sinistra e con un veicolo più grande di quello che utilizziamo normalmente.
Fish River Canyon: il nostro primo vero “wow”
Il giorno seguente abbiamo affrontato una delle tappe più lunghe dirigendoci al Fish River Canyon.
Ed è qui che la Namibia ha iniziato seriamente a mostrarci di cosa fosse capace.
Abbiamo scelto di fermarci due notti al Fish River Lodge, direttamente sul bordo del canyon. Due notti è il minimo indispensabile qui, in modo da avere un giorno per godersi il posto. Se le avete a disposizione, potete fermarvi anche tre notti e prevedere un’escursione più lunga intorno al canyon: l’hotel offre diverse opzioni che potete trovare sul loro sito.
La posizione da sola vale il viaggio.
La struttura ci è piaciuta così tanto da conquistare il primo posto tra i nostri tre alloggi preferiti della Namibia.
Il lodge è di alto livello, ma considerando la qualità della struttura e soprattutto una posizione difficilmente replicabile abbiamo trovato il rapporto qualità-prezzo davvero interessante.
Abbiamo prenotato una Family Room per due adulti e due bambini, un bungalow molto carino, con doccia sia interna che esterna, vista sul canyon e sulle tane degli scoiattoli! Anche il cibo offerto dal resort è stato molto valido. Imperdibile l’escursione “Sundowner drive” per vedere il tramonto organizzata dall’hotel: il tramonto più bello visto in Namibia!
Duwisib e il viaggio verso il Namib
Dal Fish River abbiamo iniziato a risalire verso Nord.
La tappa successiva ci ha portati alla Duwisib Guest Farm, circa 330 km e oltre quattro ore di guida secondo il nostro programma.
Il giorno dopo abbiamo proseguito verso il Tsauchab River Camp, una tappa decisamente più corta: circa 143 km.
Queste due giornate sono un buon esempio di come abbiamo costruito il viaggio: non tutte le tappe devono per forza contenere una grande attrazione. A volte servono semplicemente per avvicinarsi senza trasformare la giornata in una corsa. Peraltro, la Duwisib Guest Farm si è rivelata una piacevolissima tappa, grazie all’accoglienza del nostro host Johann, che ha anche cenato con noi, raccontandoci usi e costumi namibiani!
Il giorno dopo, peraltro, abbiamo visitato l’eccentrico Duwisib Castle, voluto di forme medievali dal barone
Sossusvlei e Deadvlei
Sossusvlei è uno di quei luoghi iconici che è impossibile non inserire nel tuo itinerario in Namibia.
Purtroppo è così per tutti i viaggiatori, quindi si tratta di un luogo molto affollato. Due consigli per ottimizzare la visita: prenotare immediatamente dopo il volo l’alloggio qui nei dintorni e partire prima dell’alba per raggiungere i cancelli del parco appena aprono (oppure pernottare direttamente al suo interno se potete). Nelle prime ore scattare più foto possibili perchè la luce e i colori saranno migliori rispetto a mezzogiorno.
Noi abbiamo sottovalutato l’urgenza di prenotare subito da queste parti, trovando alla fine un buon compromesso qualità prezzo nel Tsauchab River Cam, un resort molto bello, con un buon rapporto qualità prezzo che, però, si trova a circa 133 km (un’ora e 50 minuti dall’ingresso di Sossusvlei).
Col senno di poi cercherei di dormire non necessariamente dentro il parco, ma nel raggio di un’ora massimo di distanza dall’ingresso in modo da poter alzarsi un po’ più tardi e godersi al meglio la giornata, dimezzando anche il percorso di rientro in hotel nel pomeriggio.
Le temperature, la luce e la quantità di persone cambiano rapidamente durante la giornata, quindi conviene sfruttare le prime ore disponibili. Vi consiglio di recarci a Deadvlei all’inizio e solo al ritorno visitare le altre dune. Per raggiungere questo luogo avete due scelte: se dotati di 4×4 guidare nella sabbia (solo per guidatori esperti), oppure optare per il servizio navetta a pagamento, disponibile con buona frequenza il mattino e il primo pomeriggio.
È uno di quei luoghi dove le fotografie viste prima della partenza non preparano davvero alla dimensione del paesaggio.
Monitorate il meteo il giorno prima della visita perchè se fosse previsto forte vento vi consiglio rigorosamente passamontagna e occhialoni da sole per contrastare il fastidio della sabbia che vi si insinua ovunque!
Dal deserto all’oceano: Walvis Bay e Sandwich Harbour
Dopo due notti nell’area del Namib ci siamo diretti verso Walvis Bay. La tappa prevista era di circa 330 km e quasi cinque ore.
Il giorno seguente avevamo prenotato una delle escursioni alle quali tenevamo maggiormente: Sandwich Harbour.
Vedere le dune arrivare praticamente fino all’oceano è una delle immagini che associeremo per sempre alla Namibia.
Non abbiamo fatto tante escursioni guidate, ma a questa tenevo particolarmente. Non è stata economica, ma la riprenoterei subito. Peraltro si tratta dell’unico modo di visitare la laguna perchè le uniche vetture che hanno accesso alla zona protetta sono le jeep delle guide autorizzate.
Spitzkoppe
Dopo l’escursione abbiamo lasciato la costa per raggiungere Spitzkoppe, dove abbiamo dormito in una specie di campeggio, ma all’interno di appositi bungalow.
Qui avevamo scelto una soluzione self-catering: due piccole sistemazioni indipendenti, una delle poche occasioni del viaggio in cui ci siamo organizzati completamente da soli anche per i pasti cucinando attorno al fuoco predisposto vicino a ogni unità. A soli 5 minuti di auto da qui si trova “The Arch”, una meravigliosa conformazione di roccia naturale dove abbiamo anche ammirato i gechi colorati tipici di questo habitat e una specie di iguana.
Spitzkoppe è uno di quei luoghi dove arrivare prima del tramonto fa la differenza per poter ammirare la bellezza dei luoghi con quei colori. Purtroppo il cielo stellato, invece, è stato coperto da una coltre di nubi perchè siamo riusciti a beccare la pioggia nel paesaggio desertico di Spitzkoppe! Per fortuna a metà notte si è rasserenato, ma ho ringraziato di non aver scelto l’opzione tenda per quella notte!
Damaraland e Twyfelfontein
Da Spitzkoppe ci siamo spostati verso Twyfelfontein, circa 226 km e tre ore e mezza di viaggio. Qui sono imperdibili l’escursione sulle tracce degli elefanti del deserto e una visita alle pitture rupestri di Twyfelfontein.
Qui abbiamo scelto il Mowani Campsite – Camp Isa.
Ed è stata una piccola sorpresa.
Non parliamo di un lodge di lusso: è una sistemazione glamping/self-catering molto più semplice. Ma i bungalow sono molto confortevoli e soprattutto rappresentano un’alternativa molto interessante in una zona dove l’offerta ricettiva è limitata e molte strutture hanno prezzi decisamente elevati.
Per questo Mowani è finito al secondo posto nella nostra classifica degli alloggi della Namibia.
Etosha National Park
Dal Damaraland ci aspettava un altro importante trasferimento: oltre 400 km fino a Halali, nel cuore dell’Etosha.
Qui abbiamo scelto di fare qualcosa che, dopo averlo provato, consigliamo: dormire almeno qualche notte dentro il parco.
L’Halali Resort dispone infatti di una pozza illuminata, oltre alla possibilità di effettuare game drive.
Se non avete un budget limitato potete anche optare per l’Okaukuejo Resort, la sua pozza è più grande di quella di Halali e ci ha offerto un meraviglioso spettacolo con decine di elefanti, è una struttura più curata e lussuosa e offre anch’essa Family chalet.
La possibilità di raggiungere la pozza anche quando ormai non è più consentito circolare liberamente nel parco cambia completamente l’esperienza.
Dentro o fuori dall’Etosha? Noi abbiamo fatto entrambe le cose
Dopo due notti ad Halali siamo usciti dal parco e abbiamo pernottato al Toshari Lodge.
Ed è la combinazione che consiglieremmo.
Dentro l’Etosha pagate anche la posizione e l’accesso all’esperienza del parco: non necessariamente troverete il migliore rapporto qualità-prezzo dal punto di vista alberghiero.
Il Toshari è una struttura molto più orientata al relax, con un ottimo livello di comfort e, nella nostra esperienza, un rapporto qualità-prezzo decisamente favorevole.
È infatti il numero 3 dei nostri tre alloggi preferiti.
Da Halali verso l’uscita sud avevamo circa 113 km: noi li abbiamo considerati un’ultima giornata di safari, invece di una semplice tratta stradale.
Ultima notte: N/a’an ku sê Resort and Wildlife
L’ultima tappa ci ha riportati verso Windhoek, con una notte al N/a’an ku sê Lodge and Wildlife Sanctuary.
La mattina successiva avevamo prenotato l’esperienza Discover the Roots of N/a’an ku sê, prima di riconsegnare la macchina e raggiungere l’aeroporto.
Nei miei viaggi presto molta attenzione alla qualità dei lodge prenotati, cercando di lasciare un buon ricordo fino all’ultima tappa del viaggio, anzi se possibile mi piace andare in crescendo e chiudere in bellezza con qualcosa di speciale. Così ho deciso di sforare il nostro budget per notte e concederci una notte al Naankuse, per essere già pronti il mattino dopo per la nostra escursione con i felini.
Avevo fatto questa scelta nel caso non fossimo riusciti ad avvistare i felini allo stato brado dentro Etosha. Alla fine siamo stati fortunati e l’ultima mattina abbiamo avvistato una coppia di leoni (che emozione!), però la visita al Santuario è stata davvero interessante comunque. Qui vivono solo animali feriti e ricoverati in questo Santuario. Sono recintati e vivono qui perchè orfani e feriti da cuccioli e quindi non più in grado di vivere in libertà. Abbiamo visto ghepardi, leopardi e caracal oltre a tantissimi erbivori.
Guidare in Namibia: serve davvero il 4×4?
Probabilmente non è indispensabile per ogni possibile itinerario in Namibia.
Per il nostro viaggio, però, che comprendeva il Fish River Resort sì. Quindi sicuramente rifaremmo la stessa scelta. Probabilmente anche senza quella tappa opterei per una 4×4 per un maggior comfort e sicurezza.
Il Namibia Tourism Board stesso sottolinea che un 4×4 offre maggiore altezza da terra e maggiore tranquillità sulle strade secondarie.
Abbiamo noleggiato una Toyota Hilux, molto comoda per quattro persone, i bagagli e le lunghe distanze.
Dopo migliaia di chilometri, riconsegnare la Hilux è stato quasi come salutare un quinto componente della famiglia.
Dotazione e copertura assicurativa della nostra auto 4×4 in Namibia
Nel costo dell’auto avevamo incluso:
- frigorifero a bordo;
- telefono satellitare;
- assicurazione a zero franchigia;
- copertura per l’eventuale rottura di due pneumatici e/o un vetro.
Soprattutto il telefono satellitare potrebbe sembrare un eccesso guardando il viaggio dall’Italia.
Una volta che vi trovate su una strada sterrata, senza case né auto per molti chilometri, cambia completamente la percezione.
Copertura auto in Namibia
Se c'è una voce sulla quale noi non risparmieremmo, è la copertura dell'auto. Un hotel più semplice può farvi risparmiare. Una copertura assicurativa insufficiente, invece, può trasformare un piccolo imprevisto in un grosso problema..
Quanto costa un viaggio in Namibia fai da te?
Arriviamo alla domanda che ha generato più commenti anche sui nostri social.
Quanto abbiamo speso realmente?
Per 15 giorni, quattro persone – due adulti e due bambini – abbiamo speso circa 12.000 euro tutto incluso.
Quindi circa 3.000 euro a persona.
| ✈️ Voli – 4 persone | 4.000 € |
| 🏨 Alloggi | 3.500 € |
| 🚙 Toyota Hilux + assicurazione e dotazioni | 2.200 € |
| 🐘 Escursioni | 1.000 € |
| 🛂 Visti d’ingresso | 300 € |
| ⛽ Pasti, carburante e altri extra | 1.000 € |
| TOTALE – 15 giorni / 4 persone | 12.000 € |
| Costo medio a persona | 3.000 € |
I voli sono stati acquistati 11 mesi prima.
Quasi tutti gli hotel comprendevano la colazione; alcuni comprendevano anche la cena.
Attenzione: la Namibia non è una meta low cost e noi non abbiamo scelto esclusivamente il risparmio ma un mix tra convenienza e comfort.
Sicuramente si può risparmiare maggiormente dormendo in tenda.
Abbiamo scelto prevalentemente hotel e lodge di categoria media e, nelle zone dove le alternative erano poche, anche strutture di fascia superiore.
Abbiamo scelto una Hilux con coperture assicurative molto ampie e abbiamo effettuato alcune escursioni guidate.
Volendo si può spendere meno, soprattutto utilizzando un 4×4 con tenda sul tetto e cucinando più frequentemente in autonomia.
Noi abbiamo scelto diversamente perché viaggiavamo con due bambini e volevamo alternare l’avventura a un po’ di comfort.
Namibia fai da te o agenzia: quanto abbiamo risparmiato?
Prima di organizzare tutto autonomamente avevamo chiesto qualche preventivo.
La proposta più interessante era di circa 12.000 euro per quattro persone, ma voli esclusi.
I nostri voli sono costati circa 4.000 euro.
A parità di quella spesa, quindi, saremmo arrivati a circa 16.000 euro complessivi contro i circa 12.000 effettivamente spesi.
Circa 4.000 euro di differenza.
È importante precisarlo: non significa che tutte le agenzie costino così, né che il fai da te sia sempre più o meno conveniente nella stessa percentuale.
È semplicemente il confronto fra il preventivo realmente ricevuto da noi e il costo effettivo del nostro viaggio.
Per noi, però, questa differenza ha rappresentato un motivo in più per organizzare tutto in autonomia.
Dove dormire in Namibia: i nostri tre alloggi preferiti
Dopo il nostro Reel sui costi della Namibia, una delle domande più frequenti che ci avete posto su Instagram riguardava proprio gli hotel.
Ecco quindi i tre che ci sono rimasti maggiormente impressi.
1. Fish River Lodge
Per noi il primo posto è abbastanza netto. Il motivo principale è la posizione.
Il lodge si trova affacciato direttamente sul Fish River Canyon e il panorama accompagna praticamente tutta la permanenza.
È una struttura di fascia alta, ma ci ha sorpreso il rapporto tra prezzo, livello del servizio ed esperienza.
Se tornassimo al Fish River Canyon, senza dubbio prenoteremmo di nuovo qui.
2. Mowani Campsite – Camp Isa
È la scelta più particolare delle tre. Non è un hotel di lusso.
Le tende glamping sono però confortevoli e dotate del necessario per il self-catering. Ci sono anche un bar, una piccola ma graziosa piscina e la reception organizza escursioni.
Soprattutto, siete a Twyfelfontein, un’area in cui le alternative non sono tantissime e diversi lodge hanno prezzi elevati.
Per noi è stato un ottimo modo di contenere una notte di spesa senza rinunciare al comfort.
3. Toshari Lodge
Toshari è praticamente la situazione opposta.
Comfort, belle camere, piscine e atmosfera da lodge di livello, ma appena fuori dall’Etosha.
Per noi la formula ideale è stata:
Etosha → due notti dentro il parco → una notte al Toshari.
Prima vivete fino in fondo, poi uscite e vi concedete una sistemazione più confortevole dove rilassarvi.
Le esperienze che rifaremmo
Tra le attività e le tappe che hanno caratterizzato maggiormente il viaggio metteremmo sicuramente:
Fish River Canyon, Sossusvlei e Deadvlei, Sandwich Harbour e naturalmente Etosha.
Non cercherei però di inserire ancora più attività in un itinerario di 15 giorni.
Quello che abbiamo capito è che in Namibia anche gli spostamenti fanno parte del viaggio.
Passare ore in macchina non significa necessariamente perdere tempo: significa vedere cambiare continuamente paesaggi, vegetazione e colori.
Dove si può risparmiare in Namibia
La prima voce è certamente l’alloggio.
Un 4×4 con tenda sul tetto permette di ridurre parecchio il budget e rende possibile cucinare molti più pasti autonomamente.
Un’altra possibilità è alternare lodge particolari a guesthouse più semplici.
È quello che abbiamo fatto, per esempio, scegliendo Mowani Campsite o presso Duwisib guesthouse, in zone dove le strutture più lussuose avrebbero inciso sensibilmente sul budget.
Anche prenotare molto in anticipo ci ha aiutati per le tariffe, soprattutto per i voli.
Dove non risparmiare in un viaggio in Namibia
Auto e sicurezza
Una buona vettura, pneumatici adeguati e una copertura assicurativa estesa sono voci sulle quali personalmente non cercheremmo il prezzo più basso.
Stesso discorso per alcune esperienze che altrimenti non avremmo pututo vivere, poche ma bellissime escursioni guidate come il Sundowner al Fish River Lodge,…
Nel complesso, comunque, non serve prenotare un’escursione ogni giorno: gran parte della Namibia si visita benissimo autonomamente.
Cosa rifaremmo allo stesso modo
- Sicuramente permanenza di 15 giorni come minimo, se volete inserire anche il sud.
- Prenotazione con largo anticipo.
- Scelta di una 4×4 come la Toyota Hilux.
- Scelta di alloggi che comprenda un buon mix tra hotel confortevoli e sistemazioni più semplici.
- Due notti dentro Etosha + una notte appena fuori.
- Qualche escursione scelta bene invece di riempire ogni giornata di attività.
- E soprattutto non trasformare l’itinerario in una corsa.
Consigli pratici per organizzare la Namibia fai da te
- Prenotate con largo anticipo.
- Nelle aree più remote non esistono centinaia di hotel alternativi.
- Scaricate le mappe offline. Non date per scontata una connessione continua.
- Fate rifornimento quando potete, senza aspettare che il serbatoio sia quasi vuoto.
- Non guidate di notte. Organizzate gli arrivi con luce.
- Sulle gravel roads rallentate. Il Namibia Tourism Board raccomanda di non superare gli 80 km/h. Visit Namibia
- Calcolate sempre tempi superiori a Google Maps.
- Portate acqua e qualche scorta in auto.
- Valutate seriamente una copertura assicurativa completa per il veicolo.
- Per l’ingresso nel Paese, al momento della stesura di questo articolo i cittadini italiani rientrano tra le nazionalità che possono richiedere il Visa on Arrival. Requisiti e procedure possono cambiare, quindi prima della partenza controllate sempre il portale ufficiale del Ministero dell’Interno namibiano.
Namibia fai da te: le nostre conclusioni
Se prima di partire vi state chiedendo:
“Ma siamo davvero sicuri di poter organizzare la Namibia da soli?”
La nostra risposta è: sì. Non è un viaggio da improvvisare, però.
Richiede tempo prima della partenza, prenotazioni, studio delle distanze e qualche accorgimento in più rispetto a un classico road trip europeo.
Ma una volta arrivati, proprio quella libertà diventa uno degli aspetti più belli del viaggio.
Decidere quando fermarsi. Percorrere una strada sterrata senza vedere nessun’altra auto. Fermarsi perché davanti a voi attraversano giraffe o zebre.
Aspettare il tramonto davanti al Fish River Canyon o allo Spitzkoppe. E sapere che l’itinerario che state vivendo lo avete costruito voi…
Per noi è stata proprio questa la Namibia!
FAQ – Namibia fai da te
Si può organizzare un viaggio in Namibia fai da te?
Sì. Il self-drive è una delle modalità più diffuse per visitare la Namibia ed è promosso anche dall’ente turistico nazionale. Richiede però pianificazione delle distanze, prenotazione degli alloggi e prudenza sulle strade sterrate.
Quanti giorni servono per visitare la Namibia?
Per un itinerario simile al nostro consigliamo almeno 15 giorni. Con meno tempo eliminerei il sud oppure ridurrei sensibilmente il numero delle tappe.
Quanto costa un viaggio in Namibia fai da te?
Noi abbiamo speso circa 12.000 euro per quattro persone per 15 giorni, quindi circa 3.000 euro a persona, tutto incluso. Il costo può diminuire sensibilmente scegliendo campeggi e tenda sul tetto dell’auto.
La Namibia è adatta a un viaggio con bambini?
Nella nostra esperienza sì. È importante soprattutto calibrare bene le distanze e alternare le giornate di guida alle giornate dedicate alle visite.
Serve un 4×4 in Namibia?
Non per qualunque itinerario, ma noi abbiamo scelto una Toyota Hilux e rifaremmo la stessa scelta. Un 4×4 offre maggiore altezza da terra e comfort sulle numerose gravel roads.
È meglio dormire dentro o fuori dall’Etosha?
Per noi la soluzione migliore è stata fare entrambe le cose: due notti dentro il parco e una notte fuori. Pernottare all’interno permette di sfruttare anche le pozze illuminate come quella di Halali; dormire fuori può offrire maggiore comfort e un rapporto qualità-prezzo migliore.
Si può visitare la Namibia senza dormire in tenda?
Assolutamente sì. Noi abbiamo fatto tutto il viaggio dormendo in hotel, lodge, guesthouse e glamping.
È possibile spendere meno di 3.000 euro a persona?
Sì. La nostra non era una formula low cost. La tenda sul tetto, più self-catering e alloggi più semplici possono ridurre sensibilmente la spesa.
Stai organizzando anche tu un viaggio in Namibia fai da te? Scrivici nei commenti cosa ti preoccupa di più: itinerario, auto, costi, hotel o viaggio con bambini. Le vostre domande ci aiuteranno anche a scegliere i prossimi approfondimenti sulla Namibia!
E se questo itinerario può esserti utile, salvalo o condividilo con chi sogna un viaggio on the road in Namibia!
Ami alla follia gli on the road come noi? Perchè non leggi anche il racconto del nostro viaggio a bordo di una Dacia Duster 4×4 lungo tutta l’Islanda?!