La Torino del cioccolato: cioccolaterie da non perdere

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In occasione del tour di Guido tour sharing La Torino del Cioccolato, “cioccolaterie da non perdere” aggiungo io, mi sono ritrovata per la seconda volta a passeggiare per l’elegante centro di Torino. Di Guido vi avevo già parlato a proposito di Villa della Regina, che si trova giusto alle porte di Torino.

In ogni caso è stato un vero piacere ammirare la maestosità dei monumenti del centro storico di questa città così regale, tra un caffè storico e una cioccolateria artigianale…

TORINO E LA CIOCCOLATA

Sapevate che Torino è stata la prima capitale d’Italia, dal 1861 al 1865 (e prima del regno di Sardegna, a partire dal 1847?).

E prima ancora? Nel Cinquecento Torino è stata già capitale del Ducato di Savoia…E proprio collegata alla storia del passaggio della capitale del Ducato, da Chambery a Torino, si parla di cioccolata. La cioccolata calda che, si narra, Emanuele Filiberto offrì ai sudditi per festeggiare appunto il passaggio di Torino a capitale.

 
Come la cioccolata fosse divenuta un rito, e anche una moda per i nobili locali, lo avevo già potuto apprendere a Villa della Regina, sempre grazie ad uno dei tour guidati condivisi, organizzati da Guido tour sharing.
 
Era stata proprio Francesca, di Guide Bogianen, a mostrarci il dipinto di una cameriera, assunta a corte appositamente con il compito di preparare la cioccolata!
 
Come ci ha spiegato la stessa Francesca in occasione del tour della “Torino del Cioccolato“, il cacao era un prodotto importato delle Americhe che viene dapprima consumato come bevanda calda, mescolata con l’acqua e agitata con un apposito strumento per farla diventare spumosa. Fu solo nel Settecento che alla corte sabauda comparvero anche i diablottini, considerati i primi veri cioccolatini al mondo, ottenuti solo da cioccolata fondente (ricavata spaccando direttamente le fave di cacao), acqua e burro. Una Merenda reale, divenuta ormai consuetudine a corte e non solo, invidiata dalle corti di tutta Europa.
 

SCOPRIRE LA TRADIZIONE DA GIORDANO, p.za Carlo Felice

 
Ma veniamo a noi, ecco dove iniziare il tour delle cioccolaterie a Torino. Vicinissimo alla Stazione di Porta Nuova, non perdete un salto alla storica cioccolateria A. Giordano, dove scoprire il sapore del gianduiotto spatolati a mano, un altro mondo rispetto ai gianduiotti industriali…
Il locale si trova qui dal 1897, i laboratori invece si sono spostati fuori Torino, processo che è avvenuto per tutte le cioccolaterie storiche della città.
Sapete che il nome del gianduiotto deriva dal copricapo dell’omonima maschera piemontese?!
 
Ma andiamo avanti, da Giordano avrete anche la gioia di poter gustare gli alpinluce: gusci di cioccolato colati a mano, ripieni di cremino ed Erbaluce, un vino passito di Caluso, località tra Ivrea e Torino.
In abbinamento al cioccolato io conoscevo solo il barolo chinato, invece grazie a questo tour ho scoperto il connubio con l’Erbaluce e altri abbinamenti interessanti di cui vi racconto dopo.
Ora vi devo parlare della “Giacometta“, anch’essa prende il nome da una maschera carnevalesca torinese ed ha la stessa pasta del gianduiotto, ma sopra la granella di nocciole.
 
Courtesy Tre Cuori e Una Valigia travel blog
 

I CAFFE’ STORICI, p.za San Carlo

 
Dopo questi dolci assaggi bisognerebbe fare cento volte il giro di Piazza San Carlo. Chi la conosce sa che basterebbero alla grande per smaltire i tre cioccolatini…si tratta infatti di una Piazza enorme e maestosa: al centro la statua di Emanuele Filiberto di Savoia, tutto intorno i portici e sotto a questi i caffè storici, che hanno contribuito a far chiamare la piazza  “il salotto” di Torino.
 

Stratta

 
Noi scegliamo “Stratta” per la nostra visita e ne ammiriamo l’insegna antica e la vetrina scintillante e creata con maestria. Domina il colore rosa, grazie al cacao rubi, che ha naturalmente queste tonalità! Il locale è davvero caldo e accogliente, l’atmosfera è quella di una volta, risale infatti al 1836 ed è stato riconosciuto tra i “locali storici d’Italia”.
Anche Cavour era un affezionato cliente di questo caffè, tanto da avere un conto aperto qui… A lui è dedicato il loro pregiato “rocher“.
 
 
Un’altra prelibatezza imperdibile sono i loro marron glacé, di una raffinatezza e perfezione indescrivibile a parole!
Dall’altra parte dei portici vi segnalo che ha appena riaperto, con nuova gestione, Biraghi, che eredita la storica insegna di “Paissa”, lì dal 1884.
 

VIA MARIA VITTORIA, LA VENA DEL CIOCCOLATO TORINESE

 
Ma la nostra visita non termina qui, proseguiamo verso Via Maria Vittoria, quella che si può definire “la vena del cioccolato contemporaneo torinese“, come suggerisce la nostra guida Francesca. 
 

Guido Gobino

 
Qui storia, tradizione e innovazione s’incontrano, a cominciare dal locale di Guido Gobino, un palazzo seicentesco, prima tipografia, poi proprietà dell’inventore del Vermouth (altra tipica bevanda piemontese). Ora qui Guido sperimenta le sue ardite creazioni, come il suo cremino realizzato con olio di oliva taggiasca e sale di Cervia.
 

Davide Appendino

 
Ma le sperimentazioni continuano da Davide Appendino. Qui la vista e l’olfatto sono appagati subito entrando, prima ancora del gusto! Il cioccolato viene lavorato direttamente dalle fave di cacao (quelle più prelibate provengono dal Venezuela), come si faceva alle origini, e come fanno anche da Guido Gobino e dalla prossima cioccolateria di cui vi parlerò.
 
Da Appendino imparo anche che un ottimo abbinamento da provare con il cioccolato è quello con il Vermouth, altra bevanda tipica locale nata intorno al 1786, che può vantare produttori di altissima qualità e dal 2017 è diventata una “Indicazione geografica tipica”.
Sono tantissime le varietà di gianduiotto, le tavolette mono-origine, tavolette con frutta candita e quant’altro: impossibile resistere!
 
 

Guido Castagna

 
Infine, arriviamo da Guido Castagna, l’impressione è quella di giungere in una vera e propria gioielleria…E in effetti assaggiamo il loro “Guinott” che è un vero e proprio tesoro. Guido Castagna realizza tutte le sue creazioni da fave di cioccolato acquistate dal Venezuela, acquistate direttamente da produttori locali certificati, che operino senza utilizzare lo sfruttamento minorile.
 
Guido Castagna collabora anche con l’Universo gastronomico piemontese in senso più ampio, a cominciare dall’Università di Pollenzo ad altre importanti realtà come Slow Food, di cui condivide i valori. Per il nome del loro gianduiotto, il “giuinott”, invece, si sono avvalsi della collaborazione con gli studenti del Politecnico di Torino. Il nome scelto, “giovanotto” in torinese, indica che questo è il nipote del gianduiotto, nato secoli or sono sempre a Torino. 
 

Le origini del Gianduiotto

 
Volete sapere com’è nata questa delizia tutta torinese?
Dall’ingegno dei cioccolatieri piemontesi, venuti alle prese con il “blocco continentale” indetto da Napoleone. A causa del blocco le fave importate dagli inglesi non arrivavano più nei territori controllati dai francesi. Ecco che allora si cerca di usare sempre meno percentuale di fave di cioccolato per creare i cioccolatini, utilizzando altri ingredienti. La nocciola, largamente disponibile in Piemonte, una volta spezzata è molto simile alla fava di cacao e oleosa, e così, il connubio con la pasta di cioccolato è perfetto, e prende sempre più piede…
 
Tornando al gianduiotto di Guido Castagna, la sua ricetta brevettata contiene il 30% in meno di zuccheri e niente latte, eppure vi assicuro che si scioglie in bocca ed è dolce al punto giusto…ed è anche gluten free
 
Oltre che nella cura dei particolati della sua boutique, la passione da maitre chocolatiere trapela tutta dalla persona del team che ci svela qualcosa del loro mondo fatto di passione e ricercatezza.
 
 
Una passione che abbiamo riscontrato in tutte le cioccolaterie visitate, così come nella nostra guida Francesca e nella squadra di Guido tour sharing. Tutto ciò, unito alla passione di noi blogger dell’Associazione Italiana Travel blogger nello scoprire questo mondo sano e positivo di Torino, oltre che goloso, ha reso unica quest’esperienza.
 

BARATTI & MILANO, p.za Castello

 
Non voglio tralasciare il racconto della conclusione del nostro tour – in pieno stile Guido – abbiamo terminato il giro con un momento “taverna”, ovvero un’occasione di ristoro, ma soprattutto di condivisione, di scambio di opinioni e punti di vista. In questo caso più che di una “taverna” si trattava di un pezzo di storia torinese, l’antico caffè Baratti & Milano, che si trova dal 1858 alle porte di Piazza Castello, all’interno dell’elegante Galleria dell’industria subalpina. Anch’esso è nella prestigiosa lista dei “locali storici d’Italia” per la città di Torino.
 
Le sue vetrine, la sua insegna, i suoi arredi, qui tutto parla di un passato glorioso e di una tradizione che non muore mai. Il Bicerin è ancora fatto come tradizion comanda, infatti: niente panna, ma solo crema di latte, caffè e cioccolata. Il tutto da bere senza aggiungere zucchero e, possibilmente, senza mescolare troppo.
 
Un altro locale storico d’Italia che vi consiglio di non perdere se siete in zona di Piazza della Consolata è il “Caffè al Bicerin” appunto. Appena entrati si ha la sensazione il tempo si sia fermato e si respira un’atmosfera di altri tempi. Il Bicerin è ottimo, ma non solo quello! Indirizzo: piazza della Consolata 5.
 
Non posso perdermi quest’esperienza, che condivido con Francesca, la guida, e colleghi blogger scambiando quattro chiacchere piacevolissime. Poi è tempo di scappare verso la stazione, ma con un bottino fatto di prelibatezze al cioccolato, acquistato per gli altri componenti dei Piccoli Grandi Viaggiatori, golosi come me, e arricchita di un bel bagaglio di storie, curiosità e passioni.
 
Non dimenticate che per poter vivere questa esperienza, anche low cost, basta monitorare i prezzi sul sito www.iloveguido.it per il tour “La Torino del cioccolato”.
 
In collaborazione con Guido Tour Sharing
 

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6 risposte

  1. Sono un’amante della cioccolata e del gianduiotto in particolare, ma anche del cioccolato con le nocciole per cui questo tuo articolo è veramente molto invitante! Sai che non sapevo del Bicerin? Dev’essere una goduria , come s’intuisce dalla foto pubblicata. Sul cioccolato, tra l’altro, ho scritto anch’io un articolo risalendo alle sue origini e al suo utilizzo in campo artistico per poi citare i musei dedicati a questo “cibo degli dei”. 🙂

  2. Torino non l’ho mai visitata e adesso mi é salita improvvisamente la voglia grazie a te! Mi piacerebbe poter fare lo stesso tour e provare sia la Giacometta che il cioccolato al Vermouth da Appendino e poi un Bicerin a fine giornata non me lo toglierebbe nessuno!

  3. Mi servirebbe almeno un mese per percorrere il tuo itinerario “cioccolatoso”; sull’argomento Torino ha una vastità di scelta. Tra i prodotti che hai descritto mi incuriosiscono le sfoglie di ciioccolato; sembrano delle pizze, mai viste prime

    1. Sì, ti capisco neanche da noi ci sono e mi hanno subito ingolosito!! Quelle che vedi nella foto sono di Davide Appendino…Secondo me vanno gustati con calma e lentezza, come nello spirito di questo tour molto slow…e poi ogni scusa è buona per tornare a Torino e concedersi una piccola pausa dolce 😉

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