Giro delle Tre Cime di Lavaredo con bambini

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo è una delle escursioni più iconiche delle Dolomiti. Quest’anno finalmente anche i nostri bambini – Laura 11 anni e Simone 8 – erano pronti ad affrontare questa avventura, e con grande sorpresa hanno superato la sfida con una facilità incredibile.

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo si svolge ad anello attorno appunto alle Tre Cime e richiede circa 4 ore di camminata, con un dislivello complessivo di 500 metri tra salite e discese.

Nonostante l’impegno, il percorso è accessibile anche ai bambini dai 7-8 anni circa, se abituati a camminare, ed è una delle esperienze più suggestive da fare in montagna.

Ad ogni curva lo scenario cambia, regalando prospettive sempre nuove sulle Tre Cime, irresistibili da fotografare.

Tabella dei Contenuti

Prenotazione ingresso Tre Cime di Lavaredo: cosa sapere

Novità importante di quest’anno: per accedere al Rifugio Auronzo, punto di partenza più famoso del giro delle Tre Cime di Lavaredo, è obbligatorio prenotare online il pass d’ingresso, previa registrazione al sito obbligatoria, serve solo inserire un’email e creare una password.
La procedura è semplice e si effettua direttamente sul sito ufficiale prenotazione parcheggio Rifugio Auronzo.
Il consiglio è di non aspettare l’ultimo minuto: nei mesi estivi i posti si esauriscono facilmente, quindi è meglio organizzarsi con un po’ di anticipo per non rischiare di rimanere esclusi.

Il costo per il 2025 è di 40€ per un’auto, 60€ per un camper, ma verificatelo per la data di vostro interesse.

Come organizzare il giro delle Tre Cime di Lavaredo con bambini

Il percorso circolare classico parte dal Rifugio Auronzo (2.320 m) e si snoda fino al Rifugio Lavaredo e al Rifugio Locatelli, in un ambiente di incredibile bellezza.
Le guide alpine, però, lo chiamano “l’autostrada” delle Dolomiti, perché nei mesi di luglio e agosto è davvero molto frequentato. Tuttavia, con alcuni accorgimenti, anche le famiglie possono viverlo con tranquillità: la bassa stagione e la partenza al  mattino presto sono le scelte migliori per evitare la ressa. Se sarete super mattinieri potrete anche godere della luce speciale dell’alba sulle cime. Se non amate alzarvi presto, valutate anche di dormire al Rifugio Locatelli, sul sito date di apertura, tariffe e possibilità di prenotare.

Una riflessione per le famiglie che viaggiano con bambini

Io sprono sempre le famiglie con bambini a viaggiare e a fare escursioni senza porsi troppi limiti, però non bisogna nemmeno esagerare dal verso opposto. Dopo aver percorso il giro delle Tre Cime di Lavaredo, posso dire che non è un percorso consigliabile con bambini troppo piccoli.

Con il passeggino, ad esempio, si può arrivare solo fino al Rifugio Lavaredo. Già per arrivare al Locatelli l’ultimo tratto è in forte salita e il passeggino andrebbe trasportato a mano.

Dopo il Locatelli il sentiero diventa del tutto impossibile con le ruote del passeggino. Per questo motivo, e per la lunghezza del percorso, ritengo che l’età giusta da cui iniziare a considerare il giro sia intorno ai 7-8 anni, valutando sempre la propensione dei vostri figli. Se sono buoni camminatori lo apprezzeranno, se invece tendono ad annoiarsi facilmente camminando, potrebbero viverlo come troppo lungo e faticoso.
Un altro aspetto importante riguarda i bambini molto piccoli portati nel marsupio: io ve lo sconsiglio. Il sentiero è quasi sempre esposto al sole, senza ombra. Ci sono tratti sia piuttosto ripidi, sia esposti senza barriere di protezione. Questi fattori rischiano di rendere l’esperienza pesante sia per i piccoli, che rischiano di essere troppo esposti al sole e al caldo, sia per i genitori che devono affrontare l’escursione caricati di un peso extra.

Ho visto coppie tentare il giro in queste condizioni oltre a portarsi dietro a mano il passeggino chiuso. Piuttosto che compiere una sfacchinata simile, onestamente, credo che valga la pena aspettare qualche anno: la montagna non scappa e, quando i bambini saranno più grandi, l’esperienza diventerà un vero piacere per tutta la famiglia, invece che una forzatura.

Consigli pratici per famiglie

  • Portatevi abbigliamento adatto agli sbalzi di temperatura, qualche snack e molta acqua (non ci sono fonti d’acqua fino alla Malga Langalm, eccetto l’acquisto di bottigliette nei Rifugi)
  • Valutate anche se portarvi il pranzo al sacco perchè ci sono vari rifugi lungo il giro, ma potrebbero essere chiusi in bassa stagione oppure molto affollati. Il rifugio Locatelli, ad esempio, era chiuso a giugno quando siamo andati noi. Sono presenti gli orari di apertura sul sito del rifugio.
  • Scarpe da trekking obbligatorie: il sentiero ha tratti di sassi e ghiaia.
  • Non dimenticate la macchina fotografica o lo smartphone carico: ogni scorcio merita uno scatto.
  • Età consigliata: il giro completo delle Tre Cime è adatto a bambini dai 7-8 anni in su, possibilmente già abituati a camminare in montagna.
  • Passeggino: percorribile solo fino al Rifugio Locatelli; oltre diventa scomodo e faticoso.
  • Zaino portabebè: utilizzabile, ma valutate bene durata ed esposizione al sole. Evitate il marsupio, non è adatto per questo tipo di escursione.
  • Alternative con bimbi in passeggino o con sedie a rotelle: potete arrivare solo fino ai Rifugi Lavaredo e Locatelli, per godervi la vista da lì e poi tornare indietro.
  • Quando andare: partite presto al mattino per trovare meno folla, temperature più fresche e luce spettacolare.

 

Ricordate: la montagna non scappa. Se i vostri bambini sono ancora piccoli, potete sempre tornare quando saranno più grandi.

Ferrata con vista Tre Cime di Lavaredo: la nostra avventura sul Monte Paterno

Se volete vivere le Tre Cime da una prospettiva diversa e più solitataria, potete valutare un’esperienza più adrenalinica: la via ferrata del Monte Paterno.


Se siete principianti delle ferrate, è obbligatorio affrontarla con guide alpine abilitate, e per noi è stata un’emozione unica: salire in quota e vedere dall’alto le Tre Cime, con meno folla e più contatto con la natura.


Non è assolutamente un percorso adatto ai bambini piccoli o a chi soffre di vertigini. Solo i ragazzini abituati alla montagna (e con equipaggiamento adeguato fornito dalle guide) possono affrontarlo, se se la sentono. Mia figlia di 11 anni che non soffre di vertigini, ma si annoia quando camminiamo a lungo, ha, invece, affrontato questa esperienza con grande entusiasmo.

Noi abbiamo percorso questa ferrata alcuni giorni dopo aver effettuato il giro classico delle Tre Cime, quindi i nostri figli avevano sempre 8 anni e mezzo e 11 anni e mezzo. Camminano da diversi anni in montagna e hanno buona resistenza (anche il piccolo). E’ una via ferrata, quindi, è assolutamente necessario andare con guide alpine che, di solito, forniscono tutta l’attrezzatura necessaria: corde, caschi, moschettoni, etc.

Noi avevamo solo scarpe da trekking e, col senno di poi, consiglio anche guanti da arrampicata (che in questa occasione mi ha prestato la guida).

Si percorre la prima parte del giro classico delle Tre Cime, poi poco oltre il Rifugio Lavaredo si esce dal sentiero tradizionale per passare ad uno stretto sentiero molto esposto, che taglia un canalone (al di sopra del sentiero normale) si arriva poi a degli spuntoni di roccia da dove ammirerete un’ottima vista delle Tre Cime dall’alto.

E’ il momento di attrezzarsi con tutto l’equipaggiamento da ferrata e addentrarsi nelle scalinate scavate nella roccia dagli eroici soldati della Prima Guerra Mondiale. Le guide vi forniranno anche delle luci da mettere sul casco, oppure userete la torcia del cellulare, perché i tunnel sono totalmente bui, quindi l’illuminazione è assolutamente necessaria!

Un vero e proprio tunnel scavato nella roccia al tempo, solo con piccone e dinamite, che vi permetterà di raggiungere in breve tempo un’altitudine sempre maggiore.

Ad un certo punto di questa galleria di roccia, una finestra sul vuoto, che inquadra perfettamente le Tre Cime, creando una cornice incredibile per le vostre foto!

Tre Cime di Lavaredo da cornice roccia ferrata monte paterno

Ben presto terminano i tunnel e parte la via ferrata vera e propria. Ci si aggancia e sgancia continuamente dalle corde poste lungo il percorso roccioso, seguendo fedelmente le istruzioni della vostra guida.

Il percorso è piuttosto lungo e con notevole dislivello in salita (700 metri circa), in parte sviluppato in orizzontale e in parte in verticale. Si arriva, infine, ad uno spiazzo a che è la vera e propria cima del Monte Paterno a 2.746 metri sul livello del mare, con vista che domina le Tre Cime!

Una riflessione sul turismo di massa alle Tre Cime

Il giro delle Tre Cime di Lavaredo è spettacolare e panoramico, ma c’è un aspetto che può lasciare perplesso chi ama davvero la montagna: la forte affluenza di persone, anche poco esperte e non sempre rispettose delle regole.

Capita di incontrare visitatori con scarpe totalmente inadatte, persone che corrono in discesa mettendo a rischio sé stessi e gli altri, o droni in volo nonostante i divieti ben visibili (l’area fa parte di un parco naturale e i droni spaventano la fauna locale o altre a venire spesso dispersi).

Per questo motivo consiglio caldamente di percorrere il giro in bassa stagione (giugno o settembre), oltre a partire presto al mattino: così avrete più silenzio, meno folla e potrete vivere la montagna con lo spirito autentico che merita.

Un’alternativa interessante, che noi abbiamo provato con grande soddisfazione, è affrontare un percorso al di sopra del classico giro, scegliendo una via ferrata con guida alpina (vedi paragrafo appena sopra).

Non è un’esperienza da improvvisare, ma anche chi non ne ha mai fatte, se se la sente e viene accompagnato, può provare. Noi l’abbiamo vissuta come prima ferrata ed è stato fisicamente impegnativo, ma estremamente gratificante.
Per i bambini si può valutare dai 8-9 anni in su, sempre chiedendo consiglio alle guide e considerando la loro abitudine a camminare in montagna e su sentieri esposti. A prescindere dall’età non devono essere spericolati o con tendenza a sporgersi dai dirupi e/o a non rispettare le  raccomandazioni e istruzioni che vengono date loro.

La ricompensa è una prospettiva unica: le Tre Cime viste dall’alto, con meno gente attorno, e una sensazione di libertà che rimane nel cuore.

Voi avete già percorso il giro delle Tre Cime? Conoscete la Val Pusteria? 

Noi l’amiamo molto: qui ti racconto le nostre esperienze sulla celebre pista ciclabile della Pusteria, da San Candido a Lienz e qui alcune passeggiate facili tra San Candido e Sesto, pensate apposta per famiglie con bambini!

giro delle tre cime di lavaredo

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Elisa Scuto

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