La Rocca di Calascio: un castello da non perdere in Abruzzo

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La Rocca di Calascio è uno dei castelli da non perdere in Abruzzo, ma non solo. E’ recentemente stata nominata tra i 15 castelli più belli al mondo dal National Geographic. In questo post ti spiego tutti i modo per raggiungerla, con o senza bambini, un pò di storia e tanti consigli per rendere  migliore la tua visita!

Se l’aspetto della Rocca di Calascio ti sembra familiare non ti stupire! Per via del suo fascino è stato luogo di numerosi set cinematografici, tra cui tra “Lady Hawke”, famosissima favola medievale in cui era protagonista Michelle Pfeiffer e, per alcune scene, anche “Il Nome della Rosa”, tratto dal celebre romanzo.

ROCCA DI CALASCIO castello da non perdere in abruzzo

Tabella dei Contenuti

Il Castello di Calascio si colloca in un contesto territoriale di rara bellezza: siamo nel Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. Trovi qui il nostro splendido itinerario family friendly tra i Parchi d’Abruzzo. Questo Castello è il più alto di tutti gli Appennini con i suoi oltre 1460 metri di altitudine. Domina il versante sud del Gran Sasso d’Italia, nonchè la valle del Tirino e della Piana di Navelli. Con questa posizione non dobbiamo stupirci che costituisca una tra le più interessanti strutture difensivo militari.

COME RAGGIUNGERE ROCCA CALASCIO

Per raggiungere la Rocca dovete arrivare al borgo di Calascio, in provincia dell’Aquila e nel territorio del Parco del Gran Sasso. Vi consiglio di impostarla come destinazione su Google Maps. Una volta in questo borgo probabilmente dovrete cercare parcheggio e proseguire a piedi o in navetta. In alta stagione, infatti, la strada asfaltata per l’antico nucleo di Rocca Calascio viene esclusa al traffico automobilistico. E così per tutto agosto, ma anche almeno per  settembre, periodo in cui siamo stati noi.

Dove parcheggiare dunque? Lungo strada, attraversando il borgo di Calascio, oppure superato il parco giochi del paese, salendo in direzione della Rocca vi sono degli spiazzi per parcheggiare. 

Il Parco giochi è molto carino e potrebbe costituire una pausa gioco dopo la visita se siete venuti a visitare Rocca Calascio con bambini.

ROCCA CALASCIO IN NAVETTA

In alta stagione si può, dunque, usufruire di un servizio navetta che fa la spola da Calascio alla Rocca. Il servizio è operativo tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 circa a salire. Per la discesa l’ultima navetta parte alle 18.15 da Rocca Calascio. Sull’orario di fermo sono piuttosto tassativi, infatti noi abbiamo preso la navetta a salire, ma la discesa l’abbiamo fatto a piedi perchè abbiamo terminato la visita oltre le 18.15 e ci avevano avvertito che non avremmo più trovato navette a scendere.

I biglietti si possono acquistare direttamente in Via XXIV Maggio, ad un certo punto c’è una piazzatta con uno slargo. Lì noi abbiamo trovato sia le navette in partenza, sia uno stand dove si vendevano i biglietti.

Il prezzo della navetta per Rocca Calascio nel 2020 era di 4,00 € ad adulto e 2,00 € per i bambini sotto i 10 anni. Per nostro figlio di 3 anni non ci è stato fatto pagare nulla, anche considerando che non avremmo usufruito della discesa per via dell’orario.

Le navette più o meno partono ogni 15 minuti da Calascio. 

Se vi interessano altre info sulle navette o sulla Cooperativa che organizza visite guidate alla Rocca vi lascio il link al sito del Comune di Calascio.

RAGGIUNGERE ROCCA CALASCIO A PIEDI

Per salire a piedi c‘è un sentiero che da Calascio in parte taglia la strada asfaltata e in parte la percorre e dura almeno un’ora, tutto in salita. La consiglio a chi è allenato, valutando anche il caldo, perchè è quasi tutta esposta al sole. La sconsiglio con bambini, per lo meno se piccoli. 

Lo stesso sentiero è fattibile al ritorno, noi a scendere abbiamo impiegato 40-45 minuti circa con un bambino di tre anni e una di sette. E’ quindi una soluzione fattibile anche con bambini quella di salire in navetta e scendere a piedi.

Per gli amanti del trekking, invece, segnalo la possibilità di raggiungere la rocca con l’itinerario escursionistico n. 64 di 3h30 circa che la collega agli splendidi borghi di Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Cavisio e appunto Calascio. Qui tutti i dettagli.

Chiesa Santa Maria della Pietà a Rocca di Calascio

ROCCA CALASCIO: INDICAZIONI PER LA VISITA

Una volta arrivati con la navetta alla base di quello che era, una volta, l’antico borgo di Rocca Calascio, avrete ancora un percorso di 15 minuti in salita per arrivare al Castello.

Consiglio di indossare scarpe da ginnastica, meglio ancora se da trekking o comunque antiscivolo.

ROCCA CALASCIO CON BAMBINI

Per visitare Rocca Calascio con i bambini, sconsiglio il passeggino, che andrebbe comunque lasciato nei pressi della Chiesa perchè oltre non potrebbe arrivare. Saranno molto più comodi delle fasce o una zaino porta bimbi per i più piccoli. Quelli un pò più grandicelli, invece, vanno solo tenuti d’occhio per qualche punto scivoloso all’ingresso del Castello e la presenza di qualche precipizio intorno alla Rocca.

Il borgo di Rocca Calascio, abitato fino al 1957, è ora popolato solo da qualche bottega, un bar e un albergo diffuso. 

Il percorso per la Rocca di Calascio vi porterà dapprima nei pressi dell’inconfondibile sagoma ottogonale della Chiesa di Santa Maria della Pietà, costruita dagli abitanti locali intorno al 1500 come ringraziamento alla Madonna quando furono respinti, in una sanguinosa battaglia, un gruppo di briganti provenienti, secondo tradizione, dal vicino Stato Pontificio.

rocca di calascio

Finalmente proseguendo lungo la strada si arriva alle soglie del Castello. Il complesso era un punto di osservazione strategico, un esempio di elevata strategia militare in grado di comunicare con diversi castelli della costa adriatica. Di giorno venivano usati  degli specchi per fare i segnali e durante la notte delle torce, con un sistema che sfruttava innumerevoli collegamenti ottici disseminati nel territorio.

LA STORIA DI ROCCA CALASCIO

Il complesso nasce intorno all’anno mille, ma solo come torre di avvistamento isolata. Fu Antonio Piccolomini che, intorno al 1480, fece realizzare le 4 torri circolari attorno all’originaria struttura quadrata di Rocca Calascio e lo rese il raffinato sistema difensivo che abbiamo detto.

L’ingresso era sopraelevato rispetto al terreno. Le torri cilindriche testimoniano la loro funzione difensiva, presentando feritoie ad arciera sopra e archibugiera circolare sotto.

Con la dominazione aragonese la pastorizia transumante divenne la principale fonte di reddito del Regno. I paesi della Baronia, che nel 1470 possedevano oltre 90.000 pecore, attraversarono un’epoca di splendore, diventando i fornitori di lana pregiata a città come L’Aquila e Firenze.

Nel 1579, però, Costanza Piccolomini, l’ultima erede della famiglia, vendette la Baronia, insieme ad altre terre, a Francesco Maria De Medici.

Con il terremoto del 1703 fu demolito il Castello ed il paese di Rocca Calascio. Solo le case più basse furono ricostruite, il resto degli abitanti preferirono trasferirsi più a valle. Il territorio passò sotto il dominio borbonico e gli abitanti di Rocca Calascio si ridussero sempre più fino a spopolarsi del tutto nel’900. Pe fortuna oggi la Rocca di Calascio è in via di recupero.

Per approfondire la storia della Rocca e altri dettagli sul Castello visitate la pagina del sito Parco del Gran Sasso e Monti della Laga.

IL NOSTRO VIDEO DI ROCCA CALASCIO VISTA COL DRONE

Vi lascio alla visione del nostro video su Rocca Calascio, come anteprima della visita, e spero di esservi stata utile. Fatemelo sapere nei commenti, se vi va, e seguiteci sulla nostra pagina Facebook Piccoli Grandi Viaggiatori!

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4 risposte

  1. Non sapevo fosse tra i 15 castelli più belli per il National Geographic ma non mi stupisce, trovo che sia bellissimo! Spero di andarci presto e tenterò di arrivarci a piedi!

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Elisa Scuto

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